GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Una nuova esposizione permanente delle collezioni GAM.

Si tratta di un nuovo allestimento che abbandona l’ordinamento tematico per costruire un percorso che ricompone la storia del primo Museo Civico d’Arte Moderna d’Italia. Il riallestimento delle collezioni, – guidato da Carolyn Christov-Bakargiev, curato, per l’Ottocento, da Virginia Bertone con Fabio Cafagna e Filippo Bosco e, per il Novecento, da Riccardo Passoni con Giorgina Bertolino – è ordinato secondo 3 linee di lettura: la storia dell’arte, la storia del museo, e il contesto storico, sociale ed economico di Torino nella cornice degli avvenimenti nazionali e internazionali. Al secondo piano sono esposti dipinti e sculture che raccontano le storie del museo, dalla sua nascita nel 1863 ai primi anni del Novecento, mentre al primo piano sono presentate le opere datate dagli anni dieci del Novecento fino alla Pop art, coeva al boom economico degli anni sessanta del secolo scorso. Un aspetto innovativo del riallestimento è la forte presenza di documenti d’archivio che intervallano le opere esposte, di testi di sala che raccontano la storia dell’arte attraverso le opere della GAM, e di “metamusei”: pareti che, attraverso immagini d’epoca e testi, offrono focus di approfondimento sulle vicende artistiche e storiche del museo e della Città, in rapporto agli avvenimenti italiani e del mondo

http://www.gamtorino.it

Vero Amore. Pop Art italiana dalle collezioni della GAM

Un nuovo allestimento di opere della Pop Art italiana provenienti dalle collezioni GAM. Un percorso intitolato come l’omonima opera di Mario Schifano del 1962, che riflette sulla vicenda storica della Pop Art nel nostro Paese attraverso sessanta opere tra dipinti, sculture e video. Gli aspetti principali su cui la critica si è soffermata nel rileggere recentemente il fenomeno includono, da una parte, lo studio della cronaca degli anni Sessanta, alla ricerca di corrispondenze dirette con l’esplosione del fenomeno Pop americano sul suolo italiano con la Biennale di Venezia nel 1964 e, dall’altra, la messa a fuoco della provenienza culturale degli artisti italiani, evidenziandone contiguità e differenze rispetto agli artisti internazionali. La mostra, curata da Riccardo Passoni, illustra le differenti declinazioni di stile degli artisti, tra cui Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Fabio Mauri, Pino Pascali, Salvatore Scarpitta, Mario Schifano. Sul versante piemontese, questa presentazione raccoglie opere di Antonio Carena, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto. Tra le tante opere proposte – volte anche a presentare importanti esiti collaterali, non dichiaratamente Pop ma contestualizzabili in quella temperie di sviluppo e ricerca – vi sono anche esempi delle ricerche pioneristiche di Mimmo Rotella e Enrico Baj. Viene infine presentata per la prima volta al pubblico Simboli del Concilio, (1965) di Ezio Gribaudo donata dall’artista torinese al museo nel 2017. Questo importante dipinto si inserisce perfettamente nel tema dell’esposizione, poiché esprime il periodo “Pop” di Gribaudo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *