Museo Egizio, dall’11 marzo al 20 settembre

La mostra racconta l’attività della M.A.I., la Missione Archeologica Italiana, e del suo fondatore Ernesto Schiaparelli che, con 11 campagne di scavo svoltesi tra il 1903 e il 1920, arricchisce la collezione del Museo Egizio di circa 30.000 pezzi, tra cui capolavori di inestimabile valore come i preziosi corredi della tomba di Kha e Merit e della tomba di Nefertari o le bellissime pitture della tomba di Iti e Neferu. Il percorso, attraverso l’esposizione di più di 400 oggetti tra reperti, documenti, lettere, filmati, fotografie e manifesti storici, trasporta il visitatore al tempo di quelle scoperte archeologiche che sono alla base della formazione della collezione del Museo Egizio di Torino. La mostra, che si articola in 9 sezioni, offre, all’inizio, un panorama sul contesto storico e politico dell’Europa e del Mediterraneo di fine Ottocento e inizio Novecento, che vede le maggiori potenze europee spartirsi il continente africano. In seguito il visitatore si trova immerso nell’atmosfera del porto di Alessandria dove sbarcano turisti, viaggiatori, mercanti, archeologi e ricercatori. Nelle sezioni successive è offerto uno spaccato sulla vita quotidiana degli archeologi sul campo. Una sezione è dedicata al medico e antropologo Giovanni Marro e al ruolo dell’antropologia durante le missioni di scavo. Nell’ultima sala il visitatore, come se avesse accompagnato i reperti, torna dall’Egitto a Torino e approda nel Museo di inizio Novecento vedendo come Schiaparelli ripensi il Museo e la struttura del percorso espositivo per fare spazio alle nuove collezioni giunte dall’Egitto.

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